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sabato, 21 novembre 2009, ore 08:52

The MEn WhO StarE (at goats) stare Alcune cose di questo film sono davvero buone. Primo: la canzone dei Boston (More than a feeling) che ti si appiccica addosso e permane anche nei giorni successivi. Per cui mi sorprendo a canticchiarla ed a provare l'assolo della chitarra, con mimica, anche sotto la doccia. Secondo: i baffi di George Clooney, la stampa li definisce alla Gable, combinati con il taglio di capelli, fanno assomigliare George ad un comico Adolf Hitler. Terzo: Jeff Bridges. Più che un uomo un eccesso di bravura spaziale. Cioè, quest'uomo ha delle espressioni, dei gesti, una recitazione talmente perfetti che io l'amo con tutto me stesso. Quarto: il cast perfetto. Quinto: i paesaggi del New Mexico e le sabbie bianche (molto diverse da quelle dell'Iraq). Sesto: la storia è talmente assurda, antimilitarista, grottesca e farsesca da far pensare che solo in America c'è ancora la fantasia per finanziarie ed appoggiare un simile progetto. Chiudo in bellezza e torno a cantare: "I looked out this morning and the sun was gone / Turned on some music to start my day / I lost myself in a familiar song / I closed my eyes and I slipped away "
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giovedì, 19 novembre 2009, ore 14:08

The SmilER (siamo finiti sul giornale) the smiler Troppo belli :)
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martedì, 17 novembre 2009, ore 23:43

Un MONdo Di Anti-ERoi (là ove si annida il male) watchman "Gabriele aspetta giustizia". C'è scritto sui poster che tappezzano Roma. E viene da pensare che l'attesa sarà ancora lunga. Sicchè sono scesi in piazza gli ultras per ricordare un giovane tifoso e rispedire al mittente "la tessera del tifoso"(perchè si sa: il calcio è una fede con le sue regole interne, i suoi codici cavallereschi, i riti pagani e "dalli allo sbirro", "spaccarotella pezzo di merda" ecc. ecc.). Gabriele è morto, ammazzato da una pallottola che voleva proprio la sua vita. L'altro giorno sono passato in autostrada proprio a Badia al pino e mi son detto: "cazzo, neanche Coccobill avrebbe avuto una mira così perfetta. Ma dove li addestrano 'sti poliziotti che riescono a fare centro sparando da un lato all'altro di un'autostrada per beccare una macchina in movimento?" Destino? Sfiga? Un morto, un mare di polemiche. La causa di tutto ciò? Rimossa. Una rissa tra tifosi. Non se ne parla, non interessa. E' morto un bravo ragazzo che quel giorno, invece, di andare a seguire una partita di merda, di una squadra di merda, poteva mettere su i suoi dischi, far ballare e divertirsi. Punto e a capo. Stefano Cucchi. Uno spacciatore. Piccolo, magro, con i suoi problemi. Uno spacciatore. Non lo dice nessuno. L'attenzione è puntata sulla sua misera fine. La famiglia, composta, chiede solo di fare luce su una brutta vicenda. Ma omette un paio di cose. Stefano muore il 22 ottobre. Solo il 16 novembre la famiglia comunica al mondo che Stefano aveva droga e tutto quanto occorre per lo spaccio a casa propria.Non a casa dei genitori dove i carabinieri hanno fatto la perquisizione la sera dell'arresto. Ma nella casa di Morena dove il giovane andava a dormire. A casa dei genitori la droga non c'era. A Morena sì. Stefano ha omesso di dire alcune cose agli inquirenti? Era una loro conoscenza? Ha detto di essere senza fissa dimora per evitare la perquisizione a Morena? Non se ne parla, silenzio. Punto ed a capo. Gli eroi di oggi assomigliano tanto al "comico" nel film "The watchmen". Brutti, sporchi e cattivi. Ma in fondo martiri di questa zozza società.
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lunedì, 16 novembre 2009, ore 13:22

100 ragazze per me (possono bastare) Lucio Battisiti, che era un grande, cantava, tanti anni fa, "dieci ragazze per me/posson bastare". Poi è arrivato l'euro e, si sa, tutto adesso costa di più. Se n'è accorto anche il Gheddafi, in visita a Roma in questi giorni con il suo circo (non si sa bene a far cosa), che ha promosso un'iniziativa volta all'islamizzazione di una parte della popolazione italiana. Di sesso femminile. Piacente, ma vestita in modo decoroso. 100 ragazze, selezionate da premiata agenzia, invitate all'ambasciata libica, per un misterioso incontro. Che si rivela, a detta di chi c'era, in una "lezione" del Gheddafi (una lectio magistralis) che parla di islamismo, Gesù ed, alla fine, dona il corano ed il libretto verde de la rivolucion. Olè! Uno si chiede, perchè? Perchè il popolo libico si è dovuto privare di 6.000 euro (importo totale versato come gettone alle partecipanti) per questa idea del capo? Perchè solo donne? C'ho pensato su e mi son detto: mancano le vergini! Per il profeta, qui ci sono decine di kamikaze islamici, di fanatici, di bombaroli, di integralisti, anche solo di immigrati, che premono alle porte del ricco occidente. Un trend in crescita costante. Il leader, che è tale in quanto lungimirante e prodigo di visioni e denari, è corso ai ripari. "Cominciamo la conversione delle vergini!" avrà pensato. Così si potrà garantire a tutta questa bella gente un comodo cantuccio in paradiso. Che anche la fede necessita dei suoi must. Basta con questi cattolici tristi, piagnoni, compassionevoli, sempre pronti a porgere l'altra guancia. Basta con il sosia di Gesù (scappato, all'epoca, a Roma con la cassa, immagino). Cominciamo a distribuire, durante le visite ufficiali, corani e libretti vari. Pensiamo alle vergini che ne abbiamo tanto bisogno. Chissà se era richiesta anche una foto dell'imene per partecipare alla convention. Di questi tempi con tutti questi infedeli intorno non si sa mai...Magari il profeta ci potrebbe restar male se si vede arrivare partite di seconda mano.
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martedì, 10 novembre 2009, ore 13:00

Un MAre Di CAzzaTe (ci seppellirà) light Viviamo in un mare di cazzate quotidiane. Da ogni dove, da ogni lato, in ogni piega, ad ogni angolo, su ogni schermo, in ogni casa, dietro ogni porta, in ogni anfratto, in ogni antefatto, in ogni fine, in ogni cassetto, in ogni armado, ad ogni comunicato, ad ogni azione uguale e contraria, in ogni attesa, in ogni risposta. Povero Gesù, morto sulla croce. Ucciso dalle nostre cazzate.
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lunedì, 09 novembre 2009, ore 12:27

PenSierI SfUSi (costano poco) torero_ole Vent'anni fa avevo vent'anni di meno. Facevo altre cose, stavo con altre persone, avevo più capelli. Questo è il mio personale contributo alla "commemorazione della caduta del muro". UP: un film di una poetica, micidiale tristezza! Ho pure pianto, pensando ai miei genitori (penso spesso ai miei genitori ed alla loro futura dipartita). Mia figlia, a volte, la notte ha gli incubi. Mi alzo, la prendo e la porto nel lettone. Si riaddormenta subito ed è proprio bello vegliare sul suo sonno, finalmente, tranquillo. Giuliano Palma & the blue beaters sono usciti con un altro disco. Che è uguale, nella ritmica, ai precedenti e sfrutta il filone del revival italiano aggiornato alle sonorità "reggae-ska-raggamuffin". Buona la prima, tutte le altre sembran la stessa pappa.
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mercoledì, 04 novembre 2009, ore 14:05

IndiZI NAscoSti TRa Le PIEgHE di UNA TRiSte soCietà (codici,codicilli, pezzi di carta e morti ammazzati. Mi dilungo, ma è necessario) Se andate sul sito dell'Arma dei Carabinieri e leggete le notizie del 16 ottobre ne troverete una che si riferisce a Roma. Recita testualmente così: ROMA: MAXI OPERAZIONE DEI CARABINIERI, 88 ARRESTI E 96 DENUNCE ITALPRESS 16/10/2009 20.13.00 ROMA (ITALPRESS) - Ottantotto persone arrestate, 96 denunciate, oltre 2.000 identificate e 25 chilogrammi di droga sequestrata. E' il bilancio di una vasta operazione anticrimine condotta, nelle ultime 48 ore, dai carabinieri a Roma e nell'hinterland. Millecinquecento militari, con l'ausilio di unita' cinofile e di un elicottero, hanno pattugliato strade, setacciato due campi nomadi, ispezionato casali abbandonati, perlustrato parchi pubblici, sorvegliato le stazioni ferroviarie, eseguito perquisizioni e controllato persone sottoposte agli arresti domiciliari o a misure di prevenzione. Nel centro della Capitale, come sulle consolari, sono stati attuati dispositivi di controllo alla circolazione stradale con etilometro e narcotest, nella cui rete sono finiti 15 automobilisti sorpresi alla guida in stato di ebbrezza. (ITALPRESS). Notate l'ora e la data: 16 ottobre, ore 20.13. 88 persone arrestate, 96 denunciate. Sembra un bollettino di guerra. Tra queste persone, forse, immagino, dovrebbe esserci anche Stefano Cucchi, arrestato nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre per "possesso e spaccio di stupefacenti". Il 16 ottobre, alle 20.13, l'opinione pubblica non sa nulla di Stefano Cucchi. Non conosce la sua storia personale, non sà dei suoi problemi di salute, non sà nulla della sua famiglia. Lo apprenderà dopo, molto dopo. Stefano muore la mattina del 22 ottobre. Ma della vicenda si inizierà ad avere eco mediatica solo una settimana dopo. Dopo la denuncia dei parenti di Stefano. La sorella di Stefano dichiara su "Il fatto quotidiano": “Dai referti medici risulta che Stefano aveva detto di essere caduto alle 23 del 15 ottobre (il giorno dell’arresto, ndr), ma non è andata così. A quell’ora mio fratello era ancora a casa: i carabinieri l’hanno fermato alle 23.30. Verso l’1.30, Stefano è rientrato con cinque carabinieri, tre in borghese e due in divisa, che dovevano fare un’ispezione. Lui stava benissimo, e i carabinieri non hanno trovato nulla”. Nessun segno sul volto del fratello, apparente tranquillità tra i militari. “Mentre lo portavano via, ci hanno detto che il giorno dopo Stefano sarebbe tornato a casa, perché gli avrebbero concesso gli arresti domiciliari” racconta Ilaria, che aggiunge: “So per certo che Stefano, al momento dell’arresto, aveva chiesto di contattare l’avvocato Maranella, ma gli è stato negato. Questa è una grave violazione del diritto”. Le parole della sorella di Stefano sembrano quasi banali. Nessuno si preoccupa o si stupisce granchè. Vengono i Carabinieri a casa, fanno una perquisizione e la famiglia Cucchi è tutta lieta e tranquilla. Ciao, ciao, bacetti. A me capita tutti i giorni. Presumendo che il bollettino dell'Arma non sia stato preparato ad hoc per coprire chissà quali nefandezze, si deve supporre che Stefano sia incappato in un'operazione di polizia di vasta portata, come ne vengono svolte spesso nelle principali città italiane. Nessuno dice in quali circostanze Stefano viene fermato e dove. Neanche i familiari. I Carabineri sembrano andare a colpo sicuro. E' una loro conoscenza? Stefano è uno spacciatore? Nessuno lo dice. Stefano non è un eroe. Non è neanche un personaggio positivo (a leggere certi resoconti sembrerebbe un santo; la sorella lo definisce un ex-tossicodipendente). Ma non è questo il punto. Il punto è come si viene trattati, oggi, in Italia, se si viene fermati dalle forze dell'ordine per aver commesso un reato. Se ne uscirà vivi? La vicenda assume connotati tragici, dopo. Reticenze, muri di gomma, permessi non concessi, assistenza legale negata, referti discordanti ed omertà. Qualcosa non ha funzionato, qualcosa si è inceppato nel meccanismo della macchina burocratica, delle norme, dei principi di massima e delle libertà (negate). Stefano muore. Lo sappiamo tutti. Abbiamo visto pubblicate le sue foto disteso sul tavolo di medicina legale. Con i punti di sutura che attraversano il suo petto fino al collo. Il volto tumefatto, la testa di uno scheletro, gli occhi cerchiati di rossi. Gonfi. Non è finzione televisiva, non è una serie C.S.I. E' la morte, brutta, sporca e cattiva che bussa. Uno spettacolo, che di solito viene riservato agli studenti di medicina, è sotto gli occhi di tutti, messo lì in maniera acritica. Da quelle foto l'opinione pubblica non può farsi un'idea di cosa sia successo a Stefano. Perchè non ha le conoscenze mediche per capire i processi degenerativi che interessano un cadavere dopo la morte, non può sapere se certi effetti sul corpo di Stefano siano la conseguenza dell'autopsia, non ha modo di leggere i contradditori referti medici e di pensare, sì forse è successo questo, è andata proprio così. Si formano, invece, i partiti: quelli che vomitano odio sulle forze di polizia (considerati la causa di tutte le disgrazie del mondo), supportati dal lungo elenco delle vittime sterminate dagli sbirri in questi ultimi anni (con che faccia questi sbirri chiedono un misero aumento di stipendio scendendo in piazza il 28 ottobre o lamentano condizioni di lavoro difficili? Tutti fascisti, macellai, assassini...); quelli che cercano di difendere, con difficoltà, l'operato delle strutture preposte (forze dell'ordine, medici, ministri ecc.) Una vicenda brutta, che ci pone anni luce dal mondo dei balocchi che ci suggerisce la pubblicità. Non abitiamo in un mulino (preferibilmente di colore chiaro), ma in una bella fogna. Popolata da gente (?) sozza, laida, debole, marchiata da vizi e debolezze. L'unica regola è la prevaricazione, la sconfitta del più debole o del meno protetto. Sicchè la battaglia per far affiorare la verità sulla morte di Stefano sarà lunga e non priva di sorprese (belle o brutte). Stefano, suo malgrado, è il volto distrutto della dignità della persona. Stefano è gli articoli 24, 25, 27 e 28 della Costituzione italiana. A noi vincere questa difficile battaglia che lascerà altre vittime (le cito in ordine: arroganza, omertà, pressapochismo, qualunquismo, menzogna, stupidità, incertezza del diritto) sul campo. Stefano, così c'è scritto nel modello prestampato e rilasciato dall'Ospedale, "anticipatamente ringrazia". Lo ha firmato di suo pugno.
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mercoledì, 04 novembre 2009, ore 08:55

AuTO (qualcosa si muove) "Il sole 24 ore" ha pubblicato (ieri?) i dati relativi al fantastico risultato ottenuto dalla Ford che, senza ricorrere ad aiuti di stato, è riuscita a tornare in utile. Notizia palesemente falsa viste le immagini circolate in questi giorni su tutta la rete dove gli aiuti statali al colosso americano si vedono, si vedono eccome. ford escort-transit Inoltre, segnalo l'incredibile dietrofront di GM sulla questione vendita alla Magna. Ovvero come il governo tedesco viene clamorosamente smentito dai fatti (ed il manager italiano dal maglione scuro torna prepotentemente in auge). Verrebbe quasi il sospetto che la Fiat non sia stata messa in condizioni di acquistare Opel solo perchè si tratta di industria italiana.
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martedì, 03 novembre 2009, ore 11:59

NullA CHe Non Sia FattIBilE (autobiografie di sconosciuti) hey jude Ti svegli in un giorno variabile: il cielo è azzurro e dopo poco piove. Il traffico è quello di sempre: esci presto per evitare le code e ti imbatti in un bell'ingorgo piazzato lì dalle divinità dell'olimpo. Fai le tue cose che sono sempre quelle: rispondere a domande, organizzare i tempi e le modalità, risolvere i problemi, crearne di nuovi. Ti accorgi che hai "contratto" i quarant'anni, che i tuoi figli cresceranno e tra 10 ne avrei cinquanta e tra 20 ne avrai sessanta (di anni) e loro saranno giovani, maledettamente giovani. Ti rileggi gli appunti, le note ed i bigliettini di storie morte e sepolte e pensi che, forse, un tempo eri migliore. O solo avevi aspettative diverse. Insomma, pensi che questa vita è venuta fuori come un dolce, dove hai scelto gli ingredienti, hai mescolato ed infornato e adesso non puoi cambiare ricetta. Poi uno si stupisce se la gente va con i trans (o pippa droga).
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giovedì, 29 ottobre 2009, ore 09:01

l'InFOrmAZIonE LaIcA (caduta dalla rupe Tarpea) A Marco Travaglio ed ai suoi quattro amici giornalisti io gli voglio bene. Li apprezzo perchè, per poter scrivere e documentare liberamente la realtà italiana, hanno dovuto inventarselo un giornale. Mettendoci dentro dei bei soldini (senza ricorrere ad aiuti statali) e spendendo la propria faccia. Non è poco. Non è da pochi. "Il fatto quotidiano" naviga, per adesso, in discrete acque. Se mi è consentito un piccolo appunto (ma proprio piccolo, piccolo che nulla c'entra con la linea editoriale, con le idee espresse nel giornale ecc.) "Il fatto quotidiano", spesso, colleziona delle papere micidiali, legate a refusi, bozze non rilette, fretta di stampare.Ed anche qualche svarione poco tollerabile. Se n'è già scusato il Direttore con un articolo; lo stesso Travaglio ha ammesso di aver scritto una cappellata parlando di antichi greci che buttavano giù dalla rupe Tarpea (che invece era esclusivo appannaggio dei romani) i bimbi deformi. Ecco, quando un lettore medio si imbatte nelle cavolate e nei refusi, specie quando questi sono prodotti da persone che hanno una memoria di ferro su sentenze, giudici, capi d'imputazione, ricostruzione dei fatti e di questo se ne fanno un vanto ed uno scudo, ebbene il lettore medio ci resta un pò male. Gli cade il mito dell'invincibilità. Sì perchè se il giornalista scrive in un articolo "sull'astrico" uno pensa ad un pesce ottimo da cucinare al forno con le patate e non all'abisso in cui si cade quando si rimane senza soldi. E di altre perle del genere "Il fatto quotidiano" è costellato ogni giorno: titoli zoppicanti, refusi ridicoli, errori di battitura, ripetizioni ecc.. L'impressione è che, per correre dietro alle notizie, si presenti un lavoro sciatto. E, se si fa il giornalista d'assalto (che ci mette la faccia e la credibilità), non si possono ammettere neanche gli errori stile "rupe Tarpea". Un piccolo ocnsiglio, allora: assumete dei revisori degli articoli (si chiamano correttori di bozze, credo) che si occupino di rileggere e correggere i testi prima della messa in stampa. Ci sono un sacco di precari in giro, specie nel mondo della scuola. Si parla tanto di loro. Diamogli un'altra opportunità e rendiamo più bello, inattaccabile ed ineccepibile "Il fatto quotidiano".
nicogio
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