IndiZI NAscoSti TRa Le PIEgHE di UNA TRiSte soCietà (codici,codicilli, pezzi di carta e morti ammazzati. Mi dilungo, ma è necessario)
Se andate sul sito dell'Arma dei Carabinieri e leggete le notizie del 16 ottobre ne troverete una che si riferisce a Roma. Recita testualmente così: ROMA: MAXI OPERAZIONE DEI CARABINIERI, 88 ARRESTI E 96 DENUNCE
ITALPRESS
16/10/2009 20.13.00
ROMA (ITALPRESS) - Ottantotto persone arrestate, 96 denunciate, oltre 2.000 identificate e 25 chilogrammi di droga sequestrata. E' il bilancio di una vasta operazione anticrimine condotta, nelle ultime 48 ore, dai carabinieri a Roma e nell'hinterland. Millecinquecento militari, con l'ausilio di unita' cinofile e di un elicottero, hanno pattugliato strade, setacciato due campi nomadi, ispezionato casali abbandonati, perlustrato parchi pubblici, sorvegliato le stazioni ferroviarie, eseguito perquisizioni e controllato persone sottoposte agli arresti domiciliari o a misure di prevenzione. Nel centro della Capitale, come sulle consolari, sono stati attuati dispositivi di controllo alla circolazione stradale con etilometro e narcotest, nella cui rete sono finiti 15 automobilisti sorpresi alla guida in stato di ebbrezza. (ITALPRESS).
Notate l'ora e la data: 16 ottobre, ore 20.13. 88 persone arrestate, 96 denunciate. Sembra un bollettino di guerra. Tra queste persone, forse, immagino, dovrebbe esserci anche Stefano Cucchi, arrestato nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre per "possesso e spaccio di stupefacenti". Il 16 ottobre, alle 20.13, l'opinione pubblica non sa nulla di Stefano Cucchi. Non conosce la sua storia personale, non sà dei suoi problemi di salute, non sà nulla della sua famiglia. Lo apprenderà dopo, molto dopo. Stefano muore la mattina del 22 ottobre. Ma della vicenda si inizierà ad avere eco mediatica solo una settimana dopo. Dopo la denuncia dei parenti di Stefano.
La sorella di Stefano dichiara su "Il fatto quotidiano":
“Dai referti medici risulta che Stefano aveva detto di essere caduto alle 23 del 15 ottobre (il giorno dell’arresto, ndr), ma non è andata così. A quell’ora mio fratello era ancora a casa: i carabinieri l’hanno fermato alle 23.30. Verso l’1.30, Stefano è rientrato con cinque carabinieri, tre in borghese e due in divisa, che dovevano fare un’ispezione. Lui stava benissimo, e i carabinieri non hanno trovato nulla”. Nessun segno sul volto del fratello, apparente tranquillità tra i militari. “Mentre lo portavano via, ci hanno detto che il giorno dopo Stefano sarebbe tornato a casa, perché gli avrebbero concesso gli arresti domiciliari” racconta Ilaria, che aggiunge: “So per certo che Stefano, al momento dell’arresto, aveva chiesto di contattare l’avvocato Maranella, ma gli è stato negato. Questa è una grave violazione del diritto”.
Le parole della sorella di Stefano sembrano quasi banali. Nessuno si preoccupa o si stupisce granchè. Vengono i Carabinieri a casa, fanno una perquisizione e la famiglia Cucchi è tutta lieta e tranquilla. Ciao, ciao, bacetti. A me capita tutti i giorni.
Presumendo che il bollettino dell'Arma non sia stato preparato ad hoc per coprire chissà quali nefandezze, si deve supporre che Stefano sia incappato in un'operazione di polizia di vasta portata, come ne vengono svolte spesso nelle principali città italiane. Nessuno dice in quali circostanze Stefano viene fermato e dove. Neanche i familiari. I Carabineri sembrano andare a colpo sicuro. E' una loro conoscenza? Stefano è uno spacciatore? Nessuno lo dice. Stefano non è un eroe. Non è neanche un personaggio positivo (a leggere certi resoconti sembrerebbe un santo; la sorella lo definisce un ex-tossicodipendente). Ma non è questo il punto. Il punto è come si viene trattati, oggi, in Italia, se si viene fermati dalle forze dell'ordine per aver commesso un reato. Se ne uscirà vivi?
La vicenda assume connotati tragici, dopo. Reticenze, muri di gomma, permessi non concessi, assistenza legale negata, referti discordanti ed omertà. Qualcosa non ha funzionato, qualcosa si è inceppato nel meccanismo della macchina burocratica, delle norme, dei principi di massima e delle libertà (negate).
Stefano muore. Lo sappiamo tutti. Abbiamo visto pubblicate le sue foto disteso sul tavolo di medicina legale. Con i punti di sutura che attraversano il suo petto fino al collo. Il volto tumefatto, la testa di uno scheletro, gli occhi cerchiati di rossi. Gonfi. Non è finzione televisiva, non è una serie C.S.I. E' la morte, brutta, sporca e cattiva che bussa. Uno spettacolo, che di solito viene riservato agli studenti di medicina, è sotto gli occhi di tutti, messo lì in maniera acritica. Da quelle foto l'opinione pubblica non può farsi un'idea di cosa sia successo a Stefano. Perchè non ha le conoscenze mediche per capire i processi degenerativi che interessano un cadavere dopo la morte, non può sapere se certi effetti sul corpo di Stefano siano la conseguenza dell'autopsia, non ha modo di leggere i contradditori referti medici e di pensare, sì forse è successo questo, è andata proprio così. Si formano, invece, i partiti: quelli che vomitano odio sulle forze di polizia (considerati la causa di tutte le disgrazie del mondo), supportati dal lungo elenco delle vittime sterminate dagli sbirri in questi ultimi anni (con che faccia questi sbirri chiedono un misero aumento di stipendio scendendo in piazza il 28 ottobre o lamentano condizioni di lavoro difficili? Tutti fascisti, macellai, assassini...); quelli che cercano di difendere, con difficoltà, l'operato delle strutture preposte (forze dell'ordine, medici, ministri ecc.)
Una vicenda brutta, che ci pone anni luce dal mondo dei balocchi che ci suggerisce la pubblicità. Non abitiamo in un mulino (preferibilmente di colore chiaro), ma in una bella fogna. Popolata da gente (?) sozza, laida, debole, marchiata da vizi e debolezze. L'unica regola è la prevaricazione, la sconfitta del più debole o del meno protetto. Sicchè la battaglia per far affiorare la verità sulla morte di Stefano sarà lunga e non priva di sorprese (belle o brutte). Stefano, suo malgrado, è il volto distrutto della dignità della persona. Stefano è gli articoli 24, 25, 27 e 28 della Costituzione italiana. A noi vincere questa difficile battaglia che lascerà altre vittime (le cito in ordine: arroganza, omertà, pressapochismo, qualunquismo, menzogna, stupidità, incertezza del diritto) sul campo.
Stefano, così c'è scritto nel modello prestampato e rilasciato dall'Ospedale, "anticipatamente ringrazia". Lo ha firmato di suo pugno.
nicogio
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